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Incenso: un profumo che unisce culture e tradizioni

È difficile pensare che esista un angolo del mondo dove il profumo inconfondibile dell’incenso non sia conosciuto e, soprattutto, non venga automaticamente associato a un qualche aspetto culturale fortemente legato ad ogni diverso Paese.

Scopriamo assieme i suoi simbolismi e i suoi numerosi utilizzi.

Cos’è l’incenso?

L’incenso è una resina aromatica ottenuta dalla Boswellia, una pianta che cresce prevalentemente nelle regioni più aride dell’Africa e della penisola arabica. Il processo di lavorazione prevede che, una volta estratta, la linfa di questo albero venga lasciata essiccare all’aria aperta fino a solidificazione, per essere poi successivamente raccolta. A questo punto, si può decidere di utilizzarlo direttamente o di sottoporlo ad una seconda lavorazione finalizzata ad ottenere le classiche forme di bastoncino o cono.

Il riconoscibilissimo fumo denso e profumato che tutti noi associamo all’incenso deriva proprio dalla combustione della resina essiccata o delle sue successive lavorazioni. Il nome stesso, “incenso”, deriva dal latino “incendere”, “bruciare”, ma non è solo questo particolare aroma a renderlo così speciale. Già nell’antico Egitto, in Mesopotamia e in India si trovano tracce relative a utilizzi terapeutici, religiosi o simbolici, in quanto veniva spesso considerato come un bene di lusso con cui omaggiare nobili e reali.

I diversi significati dell’incenso

In Occidente, l’incenso viene principalmente associato alla religione Cristiana e al suo utilizzo all’interno della liturgia. Viene tradizionalmente considerato il simbolo delle preghiere dei fedeli che ascendono al cielo e si consuma nel turibolo, un piccolo incensiere sospeso, durante processioni, messe solenni e funerali.

L’uso dell’incenso è estremamente diffuso anche in Oriente, dove viene tradizionalmente utilizzato durante festività, cerimonie, rituali e momenti quotidiani di riflessione. Spesso considerato un vero e proprio ponte tra il mondo fisico e quello spirituale, è un mezzo che permette di congiungersi e connettersi con il divino e con la propria interiorità.

Anche molte tribù africane, infine, attribuiscono all’incenso un profondo significato spirituale sacro e lo utilizzano come tramite per costruire un ponte tra il mondo terreno e quello degli spiriti, in modo da poter comunicare con antenati e divinità.

Gli usi dell’incenso

L’associazione tra incenso e liturgia, nella religione Cristiana così come in tutte le principali religioni al mondo, è forse quella più immediata. Il forte valore simbolico di preghiera e devozione si accompagna alle universalmente riconosciute funzioni purificatrici di questa resina, che prepara lo spazio sacro e crea un ambiente propizio alla connessione spirituale.

Anche in campo medico l’uso dell’incenso ha radici profonde. Basta pensare all’ayurveda, l’antico sistema medico indiano, dove si ritrovano composti che sfruttano le proprietà anti-infiammatore di questa resina e, più in generale, si ritiene che possa offrire sollievo da tutta una serie di malesseri. Nel corso dei secoli è stato utilizzato per alleviare i sintomi dell’artrite, problemi respiratori e infezioni cutanee, nonché per ridurre ansia e stress.

Chiudono il cerchio le pratiche olistiche, che si affidano proprio alle proprietà calmanti dell’incenso per farne uno strumento in grado di facilitare la concentrazione e la meditazione, accompagnando l’individuo ad entrare in uno stato di profondo rilassamento.

In conclusione, l’incenso, con le sue molteplici sfaccettature, rappresenta un ponte tra diverse culture, tradizioni e pratiche. Che sia bruciato in un tempio antico, in una chiesa moderna o in una stanza tranquilla per la meditazione, continua a unire l’umanità nell’abbraccio del suo caldo profumo.

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