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Sul fiume Gange

Il Gange è la meta di viaggi dei vivi e il luogo di destinazione dei morti.

In India i morti sono inceneriti sulle rive del Gange e le loro ceneri disperse nelle sue acque.

Sulle pietre sporgenti sul fiume le celebrazioni si susseguono senza sosta.

Durante il rito della cremazione non vi è tristezza , anzi il tono anche grazie ai colori molto vivaci sembra festoso.

Da tutte le parti arrivano i corpi avvolti in sudari bianchi, arancioni, rossi coperti di fiori legati a canne di bambù e trasportati alla pira a braccia, oppure su carretti trainati da buoi.

Nel luogo dove si praticano le incenerizioni degli addetti muniti di lunghe pertiche di bambù accudiscono ai fuochi mentre i corpi ardono.

La legna viene mercanteggiata ed acquistata e venduta a peso.

Si può stabilire la casta del defunto secondo la quantità di legna utilizzata per ardere il morto.

Il defunto viene lavato, gli vengono tagliati i capelli, barba ed unghie; i pollici vengono legati assieme.

Poi viene cosparso di pigmenti, avvolto in sudari puliti e deposto sulla catasta di legna aromatizzata con foglie di piante aromatiche, incenso sandalo e canfora.

Al primogenito del defunto o al più anziano tra i parenti maschi, che indossa una semplice tunica bianca viene rasato completamente il cranio: sarà lui a spargere sulla salma un po’ di riso, acqua e altre offerte che lo accompagneranno nel viaggio e ad accendere con l’aiuto di un fascio di paglia infiammata la pira funeraria.

Quelli che hanno la possibilità utilizzano del legno di sandalo per mescolare l’odore della carne in fiamme al profumo del legno.

 Infine i resti verranno dispersi nelle acque del fiume Gange, madre di tutti i fiumi.

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