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Il rosso come colore del lutto

A contrario dell’usanza odierna, che associa al periodo di cordoglio il colore nero, in passato, il colore di rappresentanza per il lutto era tuttavia il rosso.

Da dove arriva l’usanza del rosso come colore del lutto?

Il rosso è stato il primo dei colori ad essere associato ed utilizzato per rappresentare la morte. Questa usanza trova la sua nascita nell’antichità, più precisamente nella preistoria, quando gli uomini erano soliti dipingere le spoglie e le tombe dei propri defunti con il colore rosso.

Nel tempo, l’utilizzo di questo colore si è tramandato e ha trovato spazio nella cultura delle principali popolazioni antiche. Gli antichi Romani, ad esempio, vestivano gli stessi defunti con indumenti di colore rosso, mentre gli Egizi avevano come pratica quella di ricoprire i sarcofagi con teli rossi ed indossare abiti del medesimo colore.

In Germania, invece, alcuni studiosi hanno riportato di aver trovato, in documenti antichissimi, diversi proverbi in relazione alla morte dove questo colore veniva spesso menzionato.

Il significato del colore rosso in passato.

Per i nostri antenati questo colore simboleggiava le forze vitali primordiali, essendo strettamente correlato sia al fuoco che al sangue. Sempre in relazione a quest’ultimo, miti antichi ne collegano la simbologia all’origine della vita stessa.

Il rosso dunque è il primo colore a simboleggiare questa dicotomia tra vita e morte. Naturalmente, ogni genere di attribuzione di significato, ai colori, è strettamente correlata a contesti culturali e momenti storici. In relazione alle pratiche menzionate nel precedente paragrafo, si suppone che l’intenzione era proprio quella di trasmettere al defunto, o in qualche modo mantenere, attraverso il colore, l’energia vitale di cui si era privato il corpo al momento del trapasso.

I colori del lutto al giorno d’oggi

Ancora oggi, in alcuni paesi dell’Africa, il rosso è rimasto il colore del lutto; mentre in occidente l’utilizzo ne è limitato alla sola celebrazione funeraria di un Papa.

Come ormai noto, invece, nella cultura orientale il colore predominante per un funerale è il bianco, in quanto ricorda pallore del defunto. Vestirsi di bianco ad un funerale è un’usanza ben radicata e proprio per questa correlazione con il colorito della pelle è un colore vietato durante le feste ed occasioni gioiose.

In Italia e in Europa il colore per antonomasia associato alla morte è il nero, tramandato nella nostra cultura dal momento dell’avvento del Cristianesimo. Ad oggi, le tradizioni tramandate, ed ancora in utilizzo, riguardano l’uso di abiti scuri e l’accuratezza nell’evitare colori sgargianti e capi d’abbigliamento appariscenti, in segno di rispetto non solo al defunto ma anche ai familiari.

Inumazione: significato e informazioni utili

La sepoltura di un defunto è sempre un atto significativo nella nostra cultura ed esistono diverse pratiche per far sì che il corpo del defunto riposi in pace. Queste dipendono dalle sue particolari volontà o da quelle della famiglia.

Tra le sepolture più comuni troviamo la cremazione, la tumulazione e l’inumazione.
Quest’ultima è un’operazione cimiteriale che si distingue per il seppellimento del corpo del defunto in una fossa scavata nella terra nuda (all’interno di una bara).

Questa pratica è sottoposta ad una serie di leggi e regole bene precise. Vediamole insieme.

Inumazione: come avviene

Questo processo viene gestito dagli addetti cimiteriali e dalle onoranze funebri, che trasportano il feretro con il carro funebre fino al luogo della sepoltura e, in seguito, preparano la fossa, secondo criteri prestabiliti.
Un macchinario inserisce il feretro all’interno della fossa, che viene poi richiusa per mezzo di pale a mano. Infine, sul luogo della sepoltura, viene collocato un cippo numerato ed una croce di legno. Sul cippo deve essere posta una targhetta in cui sono indicati il numero progressivo della sepoltura, il nome ed il cognome del defunto, la data di nascita e quella di morte.

 

La fossa: regole da seguire

La fossa deve tenere in considerazione le dimensioni minime di 80 centimetri per 2,20 metri, con una profondità di 2 metri (che può essere ridotta a 1,5 metri dal regolamento di Polizia Mortuaria comunale o dal Sindaco, in seguito ad una valutazione con l’ASL competente); inoltre deve essere distante dalle altre almeno 50 centimetri.

 

Inumazione: manutenzione della sepoltura

Una regola importante che non tutti sanno è che durante i successivi sei mesi dal momento della sepoltura, non potrà essere eseguita nessuna istallazione di copritomba o di cippi di marmo da parte della famiglia del defunto. Questo perché gli addetti cimiteriali  durante il primo semestre effettueranno la manutenzione del tumulo, avendo cura di assestare eventuali sconnessioni e cedimenti del terreno.

 

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