Moby Dick, un libro come metafora della vita.. e della morte

Non esiste modo migliore di intendere la vita se non come una navigazione attraverso il mare, quale metafora di passaggio tra differenti stati dell’essere: l’esistere, il fare esperienza e quindi morire.

Moby Dick è un libro difficile, ricco di spunti scientifici e filosofici, che rispecchia in pieno l’idea di descrivere la vita umana come una navigazione a vele spiegate su un’imbarcazione non del tutto adatta alla navigazione ma comunque sufficiente robusta, che, in ogni caso, accompagna tutti gli esseri umani nel solcare l’immensità dell’oceano della vita.

Pericoli, tempeste, ritrovate consapevolezze su noi stessi, ecco che nel libro di Melville ritroviamo tutto quello che, in essenza, ogni essere umano è portato a provare.

Scivolando attraverso il mare, questa pietra miliare della letteratura mondiale oltre a diventare allegoria di viaggio tra la vita e la morte si spinge anche oltre, diventando tormento mistico e necessità di raggiungimento di un livello superiore di coscienza, che vanno necessariamente affrontati, come la lettura del libro stesso, quasi fosse un viaggio nel viaggio, dal libro a dentro di noi.

La grandezza di questo libro e dunque della sua storia, si colloca nella capacità allegorica evocativa dell’eterna lotta tra uomo e male, impersonificati in questo caso dal Capitano Achab e la gigantesca balena bianca Moby Dick.

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