La maledizione di Tutankhamon: miti e leggende

Uno dei faraoni più noti al grande pubblico della storia egiziana è Tutankhamon.
La sua fama è dovuta non tanto alle cronache del suo regno, visto che morì molto giovane dopo pochi anni dalla sua investitura, ma al suo ricco corredo funebre che venne rinvenuto praticamente intatto.

Un ritrovamento così importante non poteva far nascere attorno a sé leggende. Ecco quindi il sorgere del mito della Maledizione del faraone Tutankhamon, che vede la sua origine nella morte improvvisa del quinto conte di Carnarvon, il finanziatore di Howard Carter, l’archeologo che scoprì la tomba del faraone bambino.

Per quanto la tomba non fosse stata in origine progettata per ospitare un faraone, il corredo funebre e il sarcofago multiplo che racchiudeva la mummia, giunti praticamente intatti fino al 1922, possono fregiarsi del titolo di «cose meravigliose» come le definì Howard Carter.

Carter con un'intensa campagna di ricerca individuò l'ingresso di quella che doveva essere la più grande scoperta archeologica del XX secolo.
Lo scavo, avvenuto per gradi nel novembre del 1922, portò alla luce dopo più di tremila anni il corredo funebre di Tutankhamon e il corpo del faraone stesso.

La leggenda narra di una scritta riportata sull'ingresso della tomba di Tutankhamon che diceva: «La morte verrà su agili ali per colui che profanerà la tomba del Faraone». In realtà è certo che tale iscrizione sia un'invenzione giornalistica.

Nel 1908 un nobile inglese, George Herbert conte di Carnarvon, visitò l'Egitto e si appassionò alle sue antichità.
Era interessato a oggetti di grande valore da aggiungere alla propria collezione. Gli fu consigliato perciò di rivolgersi a Carter e in quell'occasione i due si conobbero. Si arriva quindi al 1922, quando Carter chiamò Lord Carnarvon e gli fece ammirare l'ingresso della tomba di Tutankhamon.

Quella scoperta ebbe grande risonanza e Lord Carnarvon affidò l'esclusiva mondiale al quotidiano The Times. Inutile dire che l'esclusiva non venne ben accolta dagli altri giornali che comunque non si diedero per vinti e, per cavalcare la notizia, non si fecero scrupoli a inventare storie di antiche maledizioni scatenate dai potenti rituali dei sacerdoti egiziani e indirizzate ai profanatori di tombe.

Ma quale effetto ha avuto la maledizione? Se un effetto c'è stato, non ha interessato l'archeologo che per primo si è introdotto all'interno della tomba. Probabilmente il mito non avrebbe avuto il seguito che ha riscosso se non fosse stato per la morte improvvisa di Lord Carnarvon.
 

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