La civetta: il presagio del male

La civetta è il simbolo della sapienza e della saggezza, ma, a causa del suo essere un animale notturno, ha assunto significati oscuri, legati al male e al diavolo.

Presso l’antico popolo degli Egizi, per esempio, si credeva che la civetta annunciasse la morte e che fosse legata all’oscurità.
 

Presso gli Atzechi, questo animale era associato al Dio dell’Oltretomba, mentre presso l’antico popolo dei Romani simboleggiava la morte e la distruzione.

La civetta era un simbolo negativo anche presso il popolo Cinese, che la considerava portatrice di epidemie e carestie.

In altri popoli la civetta veniva interpretata a seconda dell’ora del giorno in cui essa appariva: ad esempio se l’animale appariva durante il giorno, ciò era presagio di disgrazie, mentre se faceva la sua apparizione nelle ore notturne, poteva essere un simbolo di buona sorte.

Durante gli anni del Medioevo questo animale veniva tipicamente associato alle streghe: secondo la credenza esse usavano le civette per compiere sortilegi e incantesimi maligni.
Inoltre nella credenza Medievale, le streghe di notte si trasformavano in civette e vagavano nell’oscurità per spiare le persone, per cacciare topi e rospi che sarebbero serviti per i loro incantesimi e per raccogliere erbe velenose.

Allo stesso tempo, alcune parti del corpo delle civette, come ad esempio le piume o le zampe, venivano utilizzate dalle streghe stesse come talismani.

Un artista olandese del 1400, Hieronymus Bosch, nelle sue opere “Nave dei folli” e “Trittico del carro di fieno” fa comparire una civetta, che simboleggia il male e la malasorte.

Il demone femminile Lilith, che nella tradizione ebraica doveva essere la prima sposa di Adamo e, che insieme ad altri due demoni sedusse gli angeli, era rappresentata proprio sotto forma di civetta, per sottolineare il male e l’ambiguità della sua figura.

Allo stesso modo, i Cristiani identificavano questo animale come il male, il diavolo, che seduce delle anime pure, per attirarle sulle vie del peccato.

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