Cosa significa ibernazione?

L'ibernazione è un tema spesso associato alla fantascienza.

Nella letteratura, nelle serie tv e nei film (c'è addirittura una pagina di wikipedia dedicata ai film che parlano esclusivamente di ibernazione) è vista come una soluzione già collaudata per far sopravvivere l’umanità allo scorrere incessante del tempo, ai cambiamenti e alle catastrofi.

Ma è solo frutto dell'immaginazione di scrittori e autori fantasiosi, o c'è un fondo di verità? Scopriamolo insieme.

Cosa significa ibernazione per gli animali?

Nel mondo animale, l'ibernazione equivale alla “quiescenza”, uno stato in cui i processi metabolici sono estremamente rallentati, in modo speciale in inverno nelle regioni fredde o temperate.

Gli animali ibernati possono reagire a stimoli, seppure in modo torpido, ma la loro sopravvivenza è garantita dall’alta concentrazione di sostanze nel circolo sanguigno che impediscono all’acqua presente nel plasma sanguigno e nel citoplasma di congelare.

Com’è utilizzata l’ibernazione per l’uomo?

In chirurgia, si parla di ipotermia preventiva per l'abbassamento artificiale della temperatura corporea del paziente per ridurne i processi vitali durante particolari interventi chirurgici (cardiochirurgia e neurochirurgia).

Temperature basse, ma superiori al punto di congelamento, vengono inoltre utilizzate per conservare temporaneamente gli organi destinati al trapianto.

Invece l'ibernazione in azoto liquido (meglio detta crioconservazione) è utilizzata per la conservazione di spermatozoi ed embrioni umani e risulta impossibile, per motivi tecnici legati alla velocità di congelamento e scongelamento, conservare parti di dimensioni maggiori.

Secondo i sostenitori della crioconservazione, in futuro dovrebbe essere possibile sviluppare una tecnologia in grado di ripristinare completamente le funzioni vitali dei corpi ibernati, ma per ora non esistono tecniche efficaci.

Ma come sopravvivere all’ibernazione?

Alcuni recenti studi del Dott. Mark Roth a Seattle hanno definito che il segreto sta nell’ossigeno.

Questo elemento è di importanza vitale per qualunque essere vivente, soprattutto per noi umani.

Il Dott. Roth è arrivato alla conclusione che l’unico modo per far si che l’essere vivente sopravviva al congelamento è privarlo dell’ossigeno prima che avvenga l’ibernazione.

Infatti, se un corpo venisse privato di ossigeno, le cellule di tutto l’organismo reagirebbero smettendo le proprie attività; procedendo quindi con l’ibernazione verrebbero congelate tutte le riproduzioni cellulari e le funzioni vitali.

Il corpo in questo modo verrebbe messo in “stand-by”, permettendogli di sconfiggere gli effetti mortali del freddo, e, al momento della rianimazione, ricomincerebbe a vivere una vita normale, come se nulla fosse successo.

Questa, oltre che una grande scoperta scientifica, è anche un grande aiuto per i medici: ibernare un paziente seguendo il metodo scoperto da Roth permetterà di curare più persone in casi critici.

E’ tutto ancora in fase di sperimentazione, ma la scienza non smette mai di fare passi in avanti e chissà, magari tra qualche decennio ci faremo ibernare per sfuggire alla morte...ma per ora l’animazione sospesa continua ad essere solo un potente espediente narrativo che arricchisce i nostri libri di fantascienza.

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